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Ricordo di Mariya Iskra

Mariya ha frequentato il Cuppari negli anni 2012-2017. Si diploma nel luglio 2017 con un ottimo punteggio.
L'8 ottobre 2017 si toglie la vita.

Seguono alcuni ricordi.

Breve album fotografico di immagini legate a Mariya, la scuola, le sue amicizie.


Sara Casali (scritto da Sara su Facebook ad un mese dalla scomparsa)

Cara Mery,
È già passato un mese da quel giorno che ci ha cambiato la vita. Un mese in cui ho ripensato a tutte le cose fatte insieme, a tutte le cavolate dette, a tutte le risate, a tutti i pianti, i consigli che ci siamo scambiate. Mi sono venute in mente talmente tante cose divertenti, come quella volta che ci siamo perse a Barcellona, oppure lo shopping che facevamo sotto Natale ogni anno, te lo ricordi? Sono cose che non potrò mai fare con nessun altro, perché non permetterò mai a nessuno di prendere il tuo posto. Sono stati 3 bellissimi anni che con te al mio fianco sono volati. Sei stata una delle sorprese più belle che la vita mi ha regalato, non troverò mai una persona come te, capace di mettermi sicurezza, di essere schietta sempre, senza troppi peli sulla lingua e senza tanti filtri. Proprio per questo ti ho sempre vista come un punto di riferimento, senza però accorgermi del malessere che avevi tu, e di questo mi dispiace e me ne rammarico ogni giorno. 
Quanto bene ci siamo volute lo sappiamo solo io e te, un bene onesto, sincero e vero! Anche se ti facevo arrabbiare quando dovevamo uscire e io puntualmente arrivavo in ritardo, oppure quando volevo fare di testa mia. Ma tu mi volevi bene comunque è continuavi ad essermi vicina. Mi manca tanto sentirti, mi manca tanto guardare i tuoi grandi occhi blu, mi manca tanto dirti "ti voglio bene Mery del mio corazòn"! Ogni volta che arrivavi a scuola era una festa. Se la giornata era iniziata in modo sbagliato, tu eri capace di risollevarmi, facendo sparire ogni brutto pensiero. 
Ogni giorno ringrazio il cielo di averti fatto entrare nella mia vita, stravolgendola e rendendola bellissima. Se oggi sono questa è anche grazie a te, che adesso mi guardi e sono sicura che sarai fiera di me e di tutte le cose che farò. Perché realizzerò tutti i miei sogni anche per te, e farò tutte le cose che ci eravamo promesse di fare insieme. Non smetterò mai di credere nelle cose belle, perché tu sei una di quelle, anche se la vita ti ha portato via da me e da tutte le persone he ti vogliono bene. 
Parlerò sempre di te, perché meriti di essere raccontata. Solo in questo modo posso tenere vivo il tuo ricordo. 
Adesso brilli in cielo, sei la scintilla più luminosa di tutte!
Sei il mio angelo.
Non smettere mai di proteggermi. 
Tua Sari 


Video realizzato da Marina Di Marino, insegnante di Scienze Motorie


Gabriella Cinti, insegnante di Italiano e Storia

Mariya Iskra, una ragazza solare, determinata, dalla curiosità viva e intelligente, brillante e acutamente ironica, riusciva spesso a sorprendere amici e interlocutori con la freschezza delle sue battute, argute e provocatorie, segno di una mente dinamica e aperta alla vita, sulla cui soglia  purtroppo si è fermata.
Un misterioso e tragico destino l’ha sottratta a questo mondo, ma sono certa che la sua anima porti anche nell’Oltre la sua luce. 
Tra i suoi sogni, c’era quello di recitare, forse perché consapevole della pluralità dei volti che abitano nell’uomo, ed ora vola libera nel palcoscenico celeste.
Come possa aver ospitato le ombre che alla vita l’hanno sottratta, questo è un doloroso arcano, che non potrà mai oscurare la sua personalità originale e la sua luminosa presenza, che permangono nella memoria insieme alla sua angelica bellezza e  alla sua anima bionda che ci sorriderà ancora e per sempre.


Stefano Tulli, insegnante di Economia Aziendale

Non nascondo di essere particolarmente legato alla classe frequentata da Mariya, forse per l’inevitabile nostalgia che contagia chi ha appena abbandonato le aule scolastiche, o forse, molto più probabilmente, per le tante alunne brillanti, diligenti e motivate (senza trascurare nessuno degli altri verso i quali nutro identici sentimenti di affetto e di stima) che rendevano piacevole l’esercizio della mia professione.
E Mariya era una di quelle. Si distingueva per lealtà e onestà, per la severità con cui giudicava sé stessa prima degli altri.
La ricordo felice quando riusciva a conseguire il giusto premio per il suo impegno e la sua preparazione. È successo, però, sia pur rare volte, che, per i motivi che rendono l’esito delle prove, specialmente di quelle orali, in parte aleatorio, la valutazione conseguita fosse inferiore rispetto a quella da lei attesa.
In tutte quelle occasioni, Mariya si è sempre assunta la responsabilità di una prestazione deludente senza mai ricercare colpe altrui o rivendicare disparità di trattamento rispetto ai suoi compagni.
La ricordo serena e gioviale, benché selettiva nelle sue amicizie. Ricordo con piacere la cordialità con cui mi accoglieva quando, il mattino, prima dell’inizio delle lezioni, occasionalmente, ci incontravamo lungo i corridoi e mi accompagnava allegramente fino all’ingresso in aula.
Per me Mariya è ancora lì con quel suo particolare accento, con quel suo strano nome che non riuscivo a pronunciare correttamente suscitando la sua ilarità, con la tensione che traspariva dal suo volto pulito nei giorni delle prove degli esami di Stato. E lì vorrei incontrarla ancora in sfregio all’assurdità di un inspiegabile destino.


Paolo Urbani, insegnante di Matematica

Ciao Mery,
Quando lunedì 9 ottobre ho ricevuto un messaggio su WhatsApp che parlava della tua scomparsa, per i giorni a seguire ho sempre atteso un altro messaggio che annunciasse il tuo ritorno; in tal caso sarei venuto a trovarti, come a volte mi chiedevi di fare, per conoscere i motivi. Invece il messaggio di venerdì 13 ottobre mi ha annunciato il tuo gesto estremo. Incredulo e sprofondato nel dolore, sono anche riuscito a provare un sentimento di rabbia nei tuoi confronti; il suicidio è stato un gesto ingiusto per la tua vita promettente e piena di aspettative, ingiusto per tutte le persone che ti vogliono bene. Poi ho razionalizzato pensando alla disperazione che possa portare a fare quello che hai fatto; mi sono sentito anche in colpa per non aver mai intercettato, nei tre anni che ti ho avuto come alunna, un disagio così forte. Ti avevo visto pochi giorni prima ed eri nell’incertezza su cosa fare nel futuro ma ho incontrato, anche lì, un volto sorridente.
Ma ora è inutile cercare risposte al tuo gesto estremo; nella mia aula ho appeso una tua foto con la scritta Perché? Continuerai a farmi compagnia e ad essere continuamente presente con la tua immagine.
Sei stata un’alunna piacevolissima, positiva per molti aspetti: ricordo la tua onestà, la tua sensibilità, le tue capacità, il tuo interesse per la scuola e per le varie iniziative qui promosse alle quali spesso partecipavi. Abbiamo fatto insieme alla tua classe il viaggio in bici a Mantova e Verona (terzo anno), il viaggio a Barcellona (quinto anno) e anche in queste occasioni ho visto una ragazza serena, vitale, felice di vivere l’esperienza. Sei stata particolarmente affettuosa nei mie confronti; ricordo quanto mi faceva piacere quando, nel cambio dell’ora, ti avvicinavi per scambiare una parola; quando il giorno del mio compleanno (che non so come hai conosciuto dato che non lo manifesto) mi cercavi per farmi gli auguri. La mia materia, matematica, ti piaceva ed avevi una particolare attitudine; all’esame di stato hai portato e discusso una tesina che, nel contesto di Alice nel paese delle meraviglie, parlava dei diversi sistemi di numerazione; ricordo di averti ascoltato incantato dalla padronanza che avevi del tema illustrato e dalla sicurezza dell’esposizione! Bravissima!
Grazie Mery!
Sei stata una presenza importante per chiunque abbia condiviso la tua (breve) vita con te.
Quando riuscirò a farlo senza commuovermi parlerò di te ai miei alunni.
Ti assicuro che non ti dimenticherò!


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